Categories: Riflessioni

La Vita è un Problem Solving

Amavo molto i giochi di attivazione mentale per i cani; ne avevo diversi, di vari livelli di difficoltà, colorati e bellissimi.
Il mio archivio è pieno di foto e video superlativi, in cui ammirata osservavo la velocità e la famosa COMPETENZA con cui, accompagnati dai miei gridolini esterrefatti e dai miei battiti di mani compiaciuti, i miei cani aprivano scatole e scatolette con le zampe, spostavano cilindri con il muso, tiravano corde con i denti, ecc.
Poi un giorno, quando i miei cani hanno cominciato ad insegnarmi come si sta al mondo, mi sono chiesta: “Cosa pensano loro di me, quando vedono che decido di nascondere del cibo anziché offrirglielo e condividerlo? Quale posizione ritengono che io ricopra all’interno del nostro gruppo se anziché concorrere alla risoluzione di una situazione complessa partecipo alla realizzazione della complessità stessa?”
Per quanto cerchi di ricordare non ho mai visto un cane rendere la vita più complicata ad un altro cane, a meno che non intendesse comunicargli che non era il benvenuto.
Ho, invece, osservato molte volte, tra cani uniti e affiatati, comportamenti che offrono aiuto e sostegno, agevolazione nelle difficoltà e suggerimento di soluzioni utili.
Davvero pensiamo che il cane non si renda conto che quel cibo nella scatola lo mettiamo noi? che i suoi occhi e il suo naso non gli sappiano fornire informazioni utili in tal senso?
Da quel momento ho preferito così condividere il cibo o contribuire a cercarlo ma senza costruire scacchi, che ci pensa già la vita a proporli di suo; e scovare invece occasioni stimolanti per tutti, dalle quali poter uscire grazie ad azioni concertate, in cui le abilità di ciascuno trovino un valido impiego; meno appariscenti e spettacolari, meno invitanti per l’occhio umano ma maggiormente calate in una realtà concreta e ricca di significati veri, utili e funzionali per tutti, come ad esempio trovare il punto più sicuro e il momento giusto per attraversare una strada e raggiungere il campo dove sono rintanate le talpe; oppure scegliere insieme il luogo migliore in cui stendersi all’ombra e riposare; o ancora trovare il guado accessibile a tutti per raggiungere la riva opposta di un corso d’acqua.
E ogni volta che mi viene la tentazione di mettere i cani sotto scacco con l’intenzione di mantenere attive le loro menti penso che in molte situazioni la loro mente è molto più attiva della mia, eppure l’idea di attivarmi mentalmente a loro non li sfiora minimamente, perchè non sentono alcun bisogno di porsi su un livello più alto del mio.
Ho scelto di far parte di una squadra, e il mio compito non è creare scacchi, ma contribuire a risolverli.

Veronica

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Veronica

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